racconti porno: la retorica del “mi manchi” e le puttane navigate del bar
racconti porno: la retorica del “mi manchi” e le puttane navigate del bar
racconti porno: erano brave a leccarti lo scroto e il buco del culo le puttane dell’isola di Tropicana?
quante cose aveva imparato dopo i 40 anni; quante, amici miei; aveva imparato da Davide Troiano l'importanza di praticare il sesso anale con tutte le femmine che incrociava; superare la timidezza e andare dritto al sodo, dritto al buco del culo; aveva anche imparato a superare il suo...
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--------------------------------------------------------------------------------------------------- ...maestro; era riuscito a inculare 4 volte una donna nello stesso giorno; aveva insegnato a Tatiana come farsi inculare sistematicamente tutti i giorni, subito dopo il suo orgasmo uterino; aveva inculato donne in batteria, fino a due e a tre al giorno; poi c'era stata Diah Christina, la femmina magra e altissima che si era portata a letto senza scoparla, facendole subito il sedere, senza vergogna e senza imbarazzo; le era andato dritto nel sedere e nel sedere le aveva sborrato con una grandissima eiaculazione maschile spruzzata in profondità; in questa sua carriera di inculate, dovette anche imbattersi in Riana Anda, un'altra mega-topa con un sedere così bello che l'aveva pedinata dal primo istante in cui si era voltato a guardarla; le piaceva il vino, alla puttana di Anda, e, nonostante lavorasse per la televisione locale e avesse una gran disponibilità di denaro in confronto alle sue amiche, rimaneva comunque una testa vuota, inutile e incapace di qualsiasi cosa al di fuori della sua disponibilità sessuale. E aveva anche un paio di altri difetti gravissimi, nonostante apparisse come una donna molto bella e abbastanza magra; fumava, beveva, russava e non si lasciava mai inculare. Russava come un camionista rumeno, fumava come una vecchia bagascia giubilata, come del resto faceva anche la mamma di Giovannino Sechi, e aveva un cicciolino di ciccia che le veniva fuori dal centro del buco del culo, tale per cui non ci sarebbe stata distrazione sufficiente da parte sua che fosse stata tale da permettere a Nino Sechi di farle scappare nel centro del buco del culo la sua grossa fava nodosa e piena di sborra. Non era mai riuscito ad incularla, nonostante tutto; ma le perdonava tutto perché era bellissima e perché era autonoma, totalmente a carico proprio, se si escludono gli ettolitri di vino che beveva, quelli erano tutti a carico di lui. Riana, la puttana, non solo era bellissima, non solo era alta, magra, aveva un sedere tondo e perfetto che pareva disegnato dalla mano del profeta, non solo. Essa leccava la cappella di Nino Sechi ogni volta dopo esser venuta e si faceva sborrare tutta la schizzata ripetuta di Nino in gola; non ingoiava, no; però si eccitava da matti a vedere lui che si menava il cazzone sopra la sua faccia e che le veniva in bocca; come lo trovava sexy; e, per chi non ha mai provato, la cosa può sembrare strana; per anni Sechi si era lasciato abbindolare dalle fidanzate che dichiaravano di far bocchini per il solo piacere dell'uomo; per anni era venuto sulle lenzuola, per secoli aveva dovuto sentire quelle cazzate retoriche sulle donne che succhiano il cazzo per far contento l'uomo; bugie, balle; ma le donne lasciale parlare; ora ricordava le sborrate incollate di Massimo Guantieri e la grande compiacenza di quelle puttane che la ingoiavano; poi ricordava le sue, le sue di sborrate, in bocca a ragazze vergini di venticinque, ventotto anni, femmine votate al matrimonio, femmine che erano vergini ma che facevano bocchini con ingoio totale preannunciato e si facevano anche sborrare nello sfintere anale interno; ora sapeva, il cornuto di Nino Sechi; e poi aveva avuto talmente tante esperienze con i transessuali che non potevano più, le donne, imbrogliarlo. Essere inculati è bello; ora lo sapeva anche per esperienza diretta; farsi sborrare in bocca, se la sborra è fluida e dolciastra, è un'esperienza meravigliosa, ora sapeva anche questo per esperienza diretta.
Puoi contattare Marcella Doccia scrivendo a: marcella@inculare.net
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Tuesday, 25 January 2011