racconti porno: ci piace essere riempite in ogni buco, ma non facciamo nulla di male, semplicemente, quando una donna ha bisogno di sesso..

 

racconti porno: siam puttane che pagano anziché puttane che si fan pagare, siamo troie esibizioniste

Thursday, 27 January 2011

 

"Sono una donna indipendente, normalmente, quando ho voglia di scopare, aggancio i visitatori di quel bar delle puttane qualificate, ma il mio vero marito l’ho incontrato facendo sesso al telefono, facendo ore di infuocata conversazione con il telefono erotico" - riferiva la piccola puttanella da quattro soldi che pagava le spese per il prof. Sechi


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- "non ero alla ricerca di un italiano, non mi piacciono gli italiani; sono troppo attaccati alla mamma, sono troppo poco indipendenti; io sono una donna indipendente, cioè una che quando ha bisogno di scopare va al bar e rimorchia il primo circonciso che le ispira una qualche anche vaga simpatia; subito a letto, subito in camera; una scopata, una bella leccata di scroto e di cappella di cazzo circonciso, e poi a casa a cambiarsi; ecco perché non ero interessata ad un uomo italiano; cercavo un nord europeo, qualcuno che potesse essere più comprensivo riguardo a questa mia indipendenza". - "Hai ragione di credere che un nord europeo, in generale, sarà certamente più comprensivo di questa tua interpretazione di puttana che si sente indipendente." - Ribatteva il prof. Sechi, reietto assoluto che non aveva ancora trovato una soluzione economica per sopravvivere e che però non riusciva neppure a perdere stima di sé, nonostante fosse più di un anno che viveva praticamente di espedienti; per essere onesti, almeno uno dei progetti che aveva messo in piedi, almeno uno, aveva funzionato e pareva funzionare. Aveva trovato un tetto e una connessione; l'anno prima si era impegnato solo a fare questo, cercare disperatamente un tetto con connessione per poter sopravvivere e continuare a lavorare; gli era andata male quel mese all'isola di Tropicana; aveva rimediato un bel treno di sederoni indonesiani da sodomizzare a fondo e senza sforzo, quello sì, e aveva anche rimediato il tetto; ma era un tetto senza connessione e, ciò che era peggio, si trattava di una soluzione transitoria. Era stata la tardona malese, che poi non era affatto malese, ad anticipare il contante per l'affitto di quel lurido buco in cui aveva cercato di riparare. Ora era tutto diverso, aveva un tetto vero e un sederino pronto tutte le volte che lo voleva. Non si trattava di una megafiga ma era passabile e, nonostante fosse una gnappetta alta un cazzo e un barattolo, nonostante avesse le tettine sgonfie e le chiappe un poco molle, lui riusciva a scoparla dalle due alle quattro volte al giorno; le veniva sempre in bocca o nel buco del culo; o in culo o in bocca; la faceva prima venire, la puttanella, una o due volte; poi, a seconda dello stato della sua erezione, la inculava o le veniva in bocca. Lei provvedeva a tutte le spese e si prendeva tutte le colpe di ogni lite che facevano; era giunta ad un tale livello di sottomissione alle palle di lui da convincersi che i tre canini che mancavano dalla bocca dellasua gatta grigia fossero caduti accidentalmente; era sempre disponibile e continuava a passargli del contante per le sue spese; in principio Sechi cercava di non approfittarsene ma poi, quando vedeva quanti soldi lei buttasse via per quelle due gatte di merda che si teneva, smise di preoccuparsi e di trattenersi dal comprare qualche bottiglia di vino in più o qualche bottiglia di Whisky in più. E l’aveva conosciuta grazie al telefono erotico; si era salvato solo ed esclusivamente grazie al telefono erotico.



Puoi contattare Marcella Doccia scrivendo a: marcella@inculare.net

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